La sibilla Maxima ha nuovamente profetato. Vede sempre sventure e cataclismi, che poi puntualmente accadono a sinistra.
Se fossi un catto-com mi toccherei qualsiasi cosa...
SCOMMETTIAMO CHE?
Scoop de La Repubblica. Secondo fonti non meglio precisate, l'incidente ferroviario di Viareggio sarebbe stato opera di un gruppo di sabotatori, i quali avrebbero agito per conto di un uomo politico, le cui iniziali sarebbero SB. SB avrebbe chiesto chiesto tale sabotaggio per poter avere un non meglio imprecisato vantaggio mediatico dopo un periodo di appannamento sui mass media. La procura ha aperto un fascicolo e nei prossimi giorni arriveranno i primi avvisi di garanzia.
Vergognoso attacco del capo dello stato alla libertà d'informazione
Napolitano ne ha fatto un'altra delle sue. Il rinnegatore dei sacri valori comunisti ha rilasciato una dichiarazione delirante, rivolta contro il santo diritto d'informazione dei quotidiani italiani, tutti uniti nella determinante lotta per il futuro d'Italia, contro l'usurpatore Berlusconi: "Tregua nelle polemiche, almeno sino al G8", ha affermato il capo dello Stato. I soviet di redazione, riuniti, hanno deciso tutti 24 ore di sciopero da attuare immediatamente. Tutti aspettano frementi cosa dirà l'eroina Giovanna D'Arco D'addario.
Dario ha fatto a tempo a dire "Comincia il declino della destra" e poi lo hanno riattaccato alla bombola dell'ossigeno.
SE IL PD PERDE PERFINO SASSUOLO
di Mario Giordano
Alla fine qualcosa Franceschini la vince davvero: la palma del miglior comico dell’anno non gliela toglie nessuno. Ieri sera all’ora della minestrina, che per lui era già l’ora della zuppa, è comparso sui teleschermi per celebrare la vittoria del Pd e annunciare l’inizio del declino del centrodestra. Che è un po’ come se Napoleone avesse festeggiato trionfante l’esito della battaglia di Waterloo. O come se Marcello Lippi oggi rilasciasse un’intervista per commentare il lento declino calcistico del Brasile. Ognuno fa ridere come può: Berlusconi racconta storielle, il leggenDario per cercare di tenergli testa si trasforma direttamente in una barzelletta.
Guardiamo i numeri: si votava in 62 province. 50 le aveva il centrosinistra, 9 il centrodestra, 3 erano di nuova costituzione. Oggi il centrosinistra ne ha 28 e il centrodestra 34. A conti fatti, dunque, in questa tornata il centrodestra ha conquistato 25 province senza perderne neppure una, il centrosinistra ne ha perse 22 e si può consolare solo con la conquista della nuova amministrazione di Fermo. Fermo: un nome, un programma per un partito che da 15 anni non si muove dall’asse litigioso Veltroni-D’Alema.
Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia: si votava in 30 città. Il centrosinistra ne aveva 25 e ora ne ha solo 16, il centrodestra ne aveva 5 e ora ne ha 14. Di fatto il centrosinistra non ha conquistato nemmeno un capoluogo di provincia e in compenso ne ha persi 9, fra cui alcune roccheforti storiche, come Prato, dove fino a qualche anno fa sarebbe stata usata la camicia di forza per chiunque del centrodestra avesse anche solo ipotizzato un possibile ballottaggio. Cadono anche città importanti come Caltanissetta soprattutto Cremona, dove l'ex canoista Oreste Perri colora d’azzurro Torrazzo e Torrone (sulla terza T stendiamo un pietoso velo per non incorrere nelle ire dei magistrati di Bari...).
Come fa Franceschini a parlare di vittoria? Chiamate un dottore: se questa è una vittoria, allora Cicciolina è vergine, e la D’Addario pure. La cavalcata del gossip non ha pagato, l’assalto alla mutanda bianca contro il premier neppure, l’apporto editorial-sovversivo di Repubblica meno ancora. La rincorsa a Di Pietro sull’onda dell’antiberlusconismo è diventata un boomerang per il sussiDario: oggi il Partito Democratico è praticamente espulso da tutto il Nord. Da Savona a Venezia, passando per Belluno e Cremona, il centrosinistra cede il passo e di fatto scompare: tolte le isole di Torino provincia e Padova città, l’intero settentrione, cuore pulsante e produttivo del Paese, è nelle mani del centrodestra. «Gli elettori hanno punito Berlusconi», ha commentato con una certa faccia tosta l’ex ministro Fioroni. E meno male: se questa è la punizione, il premio che cos’è? La proclamazione del Cavaliere a zar della Padania?
La sconfitta a Milano, per altro, ha dimensioni più ampie di quelle che appaiono a prima vista e perciò deve bruciare particolarmente al Pd. Filippo Penati era l’uomo di punta, il leghista di sinistra, lo sceriffo democraticamente corretto. Era un possibile esempio da imitare, una strada da seguire. Invece non ce l’ha fatta: ha sperato fino all’ultimo di conservare la poltrona d’oro da cui distribuiva abbondanti dosi di brioche a tutti. Gli è andata male. E gli è andata male nonostante l’elevato astensionismo e nonostante il fatto che dalla provincia di Milano è stata staccata la Brianza, zona da sempre a maggioranza berlusconiana. In teoria il centrosinistra nella nuova provincia di Milano versione ristretta avrebbe dovuto vincere facile: l’hinterland della metropoli, popoloso e popolare, da Sesto San Giovanni a Cinisello Balsamo, una volta non avrebbe tradito il Pd...
Ma in realtà è il Pd che ormai ha tradito i ceti popolari. E questo è evidente anche dal fatto che ormai vacillano le zone tradizionalmente rosse. La clamorosa sconfitta al comune di Prato, per esempio, dove la crisi e l’immigrazione mettono in difficoltà i ceti più umili, dà il quadro esatto di un partito di centrosinistra ormai incapace di parlare con la propria gente. Il Pd si è arroccato fra Emilia e Toscana, come dimostrano le mappe della nuova Italia amministrativa, sempre meno chiazzate di rosso; è diventato una specie di Lega dell’Appennino, un partito locale sull’asse Bologna-Firenze. Ma anche nella ridotta tosco-umbro-emiliana è in crisi, subisce smacchi grandi e piccoli, umiliazioni inaspettate, come quella di Sassuolo, in quella terra che una volta era più rossa del pomodoro, e che ora diventa berlusconian-padana, o come Orvieto, dove la sinistra è stata spodestata dopo 60 anni di ininterrotto governo.
Come è possibile che di fronte a una situazione del genere, Franceschini in condizioni di normale sobrietà e normale tasso di realismo alcolico, possa dichiararsi soddisfatto? È chiaro: il segretario Pd s’è affrettato a cantare vittoria, sperando di ripetere l’exploit delle europee, quando riuscì, nelle prime ore a far passare una caduta vertiginosa (sette punti percentuali in meno) come un successo. Ma i numeri sono numeri: -7 alle europee, -22 province e -9 capoluoghi di provincia. Non si scappa: per il centrosinistra ci sono tanti segni negativi in questo risultato che per farli sparire non basterebbe nemmeno Houdini. Il leggenDario si rassegni: non è ancora all’altezza, anche se pure lui sta dimostrando di essere assai bravo a far sparire le cose. Come per esempio i voti e (se gli danno tempo) pure il Pd.
Oggi è una triste, molto triste giornata per gli pseudo giornalisti di Repubblica.
Il capo dello stato dice che il Parlamento non deve essere influenzato dai magistrati e il Berlusca incassa un ottimo risultato a livello internazionale. Se poi ci mettiamo pure l'archiviazione chiesta sui voli di Stato....poverini!
“E’ bello vederti amico mio!”
Con queste parole, scrive Repubblica, Barack Obama ha accolto Silvio Berlusconi. E ora li avvertite voi quelli che, da Michele Serra ad Alexander Stille, sostengono che il Cav. ci fa fare brutte figure internazionali?
Aggiornamenti:
«Oltre al fatto che a me il premier Berlusconi piace personalmente, anche i nostri popoli si amano e hanno profondi legami e profonda comunità di valori».
«Berlusconi è un grande amico»
I legami tra i due Paesi sono ora «più forti».
(Ancora Obama, sul Corriere. Qualcuno porti i sali a Gad Lerner)
Dal blog "Camillo"
Obama apre all'Islam...e l'Iran risponde subito. Più vado avanti, più credo che Obama assomigli al peggior presidente della storia Usa. No. Non è Bush. Per chi conosce un minimo di storia a stelle e strisce, è J. Carter.
I deputati post democro-comunisti si dovevano dedicare al teatro impegnato, invece che alla politica.
Parlano contro Gheddafi per motivi demagogici, solo per andare contro il governo che (magari per bieca ragion di Stato) chiude schifose pagine coloniali e apre rifornimenti di gas e petrolio dalla Libia, cosa che non olet e che serve al popolo che paga le bollette del gas.
Sfilano contro Gheddafi ma dimenticano che hanno abbracciato in Parlamento Hugo Chavez, fascista e despota.
"Difendono" i mercanti di schiavi del Canale di Sicilia contro gli interessi dei popoli africani, cui non servono esodi ma sviluppo, e dimenticano gli schiavi che da 40 anni fuggono sulle carrette del mare da Cuba, per andare negli USA.
Perché non protestano con cartelli contro il regime dei Castro, allora?
Se i deputati dei "Valori" si dedicassero al Teatro Argentina di Serena Dandini, lo renderebbero attivo.
Se facessero installazioni artistiche nelle comunità psichiatriche, sarebbe bello.
Se pensassero ai disoccupati, invece che alle intercettazioni, sarebbe utile.
Se diventassero dei politici, invece che recita-farse, sarebbe utopia realizzata.
Se si rendessero conto che non possono essere tutti dei Roberto Benigni, non sarebbero maligni.
Se si svegliassero, rendendosi conto che così facendo rafforzano il loro "nemico" e l'astio ormai annoiato degli italiani nei loro confronti, sarebbe meraviglioso.
Dal Blog "le Guerre Civili"
CRONACHE DAL MONDO PARALLELO

Il Pd di Franceschini ha strappato interi pezzi d'Italia al centro-destra. Il Pdl si arrocca in pratica solo nelle regioni cosiddette azzurre da sempre, vale a dire Emilia Romagna e poco altro. Un dato su tutti. Il Pdl non è riuscito a prendere nemmeno una provincia al Pd. Ancora una volta il Pdl ha mostrato il suo peggiore limite, cioè l'incapacità di radicarsi sul territorio. Al Contrario, il Pd ha visto premiata la sua tradizionale buona politica amministrativa. I dettagli provinciali: in 50 erano amministrate dal centro-destra e solo 9 dal centro-sinistra. Il Pd se ne porta a casa 26 di cui due «nuove» e ben 14 strappate al Pdl e ai suoi alleati, mentre Berlusconi si deve asserragliare nella ridotta tosco-emiliano-umbra, dove si cominciano ad individuare crepe pesanti e, più a sud, in Basilicata dove strappa risicate maggioranze a Potenza e a Matera. Senza contare che nei 22 ballottaggi in programma fra due settimane uno già è perso (Crotone, visto che a giocarsela saranno gli autonomisti di Lombardo e il centro-sinistra) e in altri 9 il Pd pare già ora a pochi punti dal traguardo.
Veltroni va a casa con il 33%, Franceschini esulta con il 26...valli a capire!
Bisogna ammetterlo. Il PD ha vinto le elezioni europee. Rispetto alle precedenti elezioni politiche ha guadagnato beN sette punti percentuali, in un solo anno. E se si guarda al principale partito d'opposizione, ha portato il distacco a ben 10 punti percentuali. Finalmente il PD ha trovato un leader ed un forte riscontro nazionale.
Viste le foto del Pais? Aiuto, aiuto, che scandalo....c'è di tutto, aiuto, roba da fine impero romano...altro che Sircana che va a trans...mamma mia....sono inorridito!
Provo a fare una domanda alla quale, spero, si risponda lasciando perdere gli schieramenti e l'essere accecati dall'odio contro Berlusconi.
Ma a voi pare normale che un fotografo, per ben 3 anni, si metta a spiare Berlusconi a Villa Certosa, con tanto di teleobiettivo, entrando nella vita privata di persone che erano ospiti del leader Pdl e che spesso erano eminenti autorità di altre nazioni? E' mai accaduto a qualche altro politico al mondo di subire un simile "controllo"?
P.S.: spero che i compagni non rispondano con altre domande. Non divagate!
Un “altro” Financial Times, neanche tanto vecchio:
“L’Italia fa bene a porre un freno ai suoi giudici”. Nel commento dell’Ft, firmato da Cristopher Caldeweill, si prende in esame il lodo Schifani (che garantirebbe l’immunità per le cinque più alte cariche dello Stato) e si sottolinea come Spagna, Francia, Germania e la stessa Unione europea abbiano già
“una qualche forma di immunità” in questo senso. Così come l’Italia aveva l’immunità parlamentare prima che fosse spazzata via dal ciclone diTangentopoli: un periodo, scrive il quotidiano britannico, che ha aperto un quindicennio dove in Italia “i giudici hanno raggiunto un livello di potere unico in Occidente”,esercitando una sorta di “reggenza giudiziaria” sugli eletti dal popolo.
Un potere che, secondo l’Ft, è “a lungo andare, dannoso per la democrazia” e che costituisce tra l’altro “uno dei motivi per i quali gli italiani non hanno più fiducia nella magistratura”.
Insomma, a volte si può “abusare” delle leggi sull’immunità, ma “lo scopo dell’immunità non è dare ‘mano libera agli eletti, bensì proteggere il diritto degli elettori di essere governati dalle persone che scelgono democraticamente”. E poi, si chiede il quotidiano, “le accuse contro Berlusconi nascono da una disinteressata richiesta di giustizia, oppure dal desiderio di una certa parte dell’elite italiana di rovesciare una scelta popolare che non gli piace?”. In questo senso, “l’immunità potrebbe essere il modo migliore per proteggere gli elementi democratici di un governo democraticamente eletto, specialmente in un Paese dove la magistratura è altamente politicizzata” come l’Italia. Con l’effetto di rendere i politici “meno litigiosi e più democratici”.
Ed anche per quanto riguarda l’emendamento ‘blocca-processi’, ribattezzato dall’opposizione “Salva Premier”,il Financial Times osserva che potrebbe essere un modo per velocizzare i tempi lunghissimi della giustizia italiana,così “dilatori” che “contrastano con l’articolo sei della Convenzione europea sui diritti umani”. Insomma, “le acrobazie giudiziarie di Berlusconi sono invariabilmente a suo vantaggio, ma nello stesso tempo non sono solo a suo vantaggio”, perché riescono a cogliere “problemi veri”, “gravi abbastanza” da intercettare il consenso degli elettori.
E qui, conclude l’Ft, sta “il genio politico” del Cavaliere.
Dal blog di Alberto Taliani
In Italia è calato il regime. Berlusconi è un dittatore. Non c'è più alcuna libertà. I giornali non parlano della vita privata del premier, non inventano scoop, non vanno in giro a cercare con la bava alla bocca qualsiasi cosa possa gettare fango sul leader del Pdl.
L'odio chiama violenza contro il "nemico". E' lapalissiano. Se crei un clima da guerra civile, poi non ti devi meravigliare che qualcuno metta in pratica le tue farneticazioni contro il centro destra, vero compagni? O avete già scordato la lezione degli anni di piombo?
Ma daiii..non ci posso credere...Ho appena letto Repubica (come giustamente la chiama Facci) con l'intervista della sorella della mamma di Noemi.....che tra l'altro non dice nulla di nuovo. Ezio Mauro...ma cosa ti sei bevuto? Che ridere...e che boomerang!
Ho la fortuna di avere un padre con la P maiuscola. E nell'ipotesi assurda di dovermi scegliere un padre, di certo scarterei subito i tipi alla Franceschini. Per le idee bislaacche, ma soprattutto per una domanda fondamentale a cui Franceschini non potrebbe rispondere: "Non hai mai lavorato; che cazzo hai mai combinato, nella tua vita, degno di nota?"
OPSS..
Pensa te cosa viene a scoprire. Ginio Flaminio, l’ex ragazzo di Noemi intervistato come un capo di Stato dai grandi-giornalisti-verifica-fonti di Repubblica, colui che ha dispensato al mondo le proprie verità su Berlusconi e Noemi, ha alle spalle una condanna a più di 2 anni per rapina. Tutto questo a vent’anni. Ma secondo voi, quanto si è fatto dare da Repubblica per quell’intervista?
DA DAW
Che fine ha fatto la mozione di sfiducia contro il premier, promossa dall'Idv?
Si sa che la crisi costringe le menti più fervide a guardarsi intorno ed a cambiare pelle. Si sa che la Rpubblica si sta dissanguando (perde lettori a vagonate assieme a Famiglia Cristiana); e non trova pure alcun pannicello fresco nei sondaggi in cui il premier ed il centro destra sono sempre largamente in testa nelle intenzioni di voto. Ma vivaddio, qualcosa bisogna fare. Ed allora, ecco che Repubblica diventa il primo, grande (si fa per dire) quotidiano di gossip. Con Ezio Mauro ed i suoi valenti collaboratori a scrutare fra gonne, mutande, sesso e altro. Insidieranno il primato di Cronaca vera? Sono seriamente preoccupato....
Fede viene punito, Santoro no...Ma vadano a fare in culo!
Colpire qualcuno (senza prove) per arrivare ad un altro.
Si fa solo nelle dittature comuniste. O no?
Opss...anche il blasonato Times fa figuracce sulla vicenda Noemi, e chiede scusa alla madre della ragazza. Quelli del Times sono stati mal consigliati da qualche corrispondente italiano, pare...
Yoani: "Minà sta in vetrina
Noi invece moriamo di fame"
di Yoani Sánchez
Tutta una serie di argomentazioni retoriche - così ampie negli anni Sessanta del secolo passato - muovono i loro colpi di coda moribondi in questo millennio da poco cominciato. È un modo di dibattere modellato sullo stile delle “barricate”, ci si sistema dietro ai parapetti e, da un luogo sicuro, si lanciano insulti all’indirizzo degli oppositori, invece di argomentazioni.
Gianni Minà ha spolverato una parte di quella consumata artiglieria. L’arsenale che ha riversato sopra di me è composto dalle solite accuse: sono una “creatura del Nord” e ho dimenticato in maniera predeterminata di ricordare i vantaggi dell’attuale sistema cubano. Per concludere mi ripete il ritornello che sono una “sconosciuta” a Cuba, dimenticando che mi sono sempre vantata di essere una persona piccola e insignificante. Minà, invece, possiede un curriculum di tutto rispetto.
È riuscito a intervistare la persona che ha retto i destini del mio paese per cinquant’anni, mentre noi cubani non abbiamo mai potuto rivolgergli domande o rispondergli con un voto depositato nell’urna.
Il libro che è uscito fuori da quell’incontro veniva esposto nelle librerie negli anni in cui pensavo di abbandonare il liceo, perché non avevo scarpe da mettermi. Dalla nostra parte e lontani dalle vetrine dove veniva esibita l’ampia intervista in edizione di lusso, succedevano cose molto diverse: si svuotavano le tasche, cresceva la frustrazione e prendeva campo la paura.
Tuttavia non comparivano simili osservazioni nelle frasi elaborate di quella pubblicazione e l’autore non ha ritenuto opportuno pubblicare una seconda edizione per riparare a certe dimenticanze.
Ecco perché mi piacerebbe suggerire a Gianni Minà un paio di domande per un nuovo incontro tra lui e Fidel Castro, che probabilmente non avverrà mai. Indaghi signor Minà - lei che può parlare con Lui - come mai non decreta un’amnistia per Adolfo Fernández Saínz e i suoi colleghi, che hanno già scontato sei anni di galera per delitti di opinione.
Annoti nella sua agenda, per favore, i dubbi della mia vicina sul divieto di entrare a Cuba pronunciato nei confronti del fratello, dopo che quest’ultimo è stato accusato di “aver disertato” durante un congresso all’estero. Trasmetta l’interrogativo di mio figlio Teo, che non comprende come mai per essere ammesso agli studi del livello superiore deve dimostrare di possedere una serie di requisiti ideologici.
Se lei può avvicinarsi a Lui - più di quanto è stato mai possibile a ogni cubano - gli chieda di permettere a questi “sconosciuti” cittadini di associarsi, fondare un giornale, creare un’emittente radiofonica, fare domande a un presidente o sfruttare un diritto - che lei esercita senza limiti - di scrivere pubblicamente opinioni molto diverse rispetto a quelle del governo del suo Paese. Le assicuro che quella intervista - che lei non farà mai - diventerà un best seller su questa Isola.
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Traduzione di Gordiano Lupi
P.S.: Eh si, ci tocca parlare di Minà parlando di storia del comunismo. A questo si è ridotto il comunismo..

Come fa quel pover'uomo di Franceschini a parlare di "barconi di poveracci trasformati in spot dal Governo"?
Il tutto sempre condito da "intollerabile", "vergognoso" ecc ecc
Come al solito è vero esattamente il contrario. Sono loro i superiori che vivono nel loro inutile e pericoloso iperurano a fare uno spot sull'immigrazione. Infatti quando gli chiedi cosa farebbero e quali sono i loro progetti, casca l'asino.
Ho dato un'occhiata ad alcuni sondaggi sulle scelte del Governo in materia d'immigrazione. Le percentuali sono bulgare...a favore.
Dunque, finalmente un Governo degno di tale nome che, tra l'altro, applica regole e normative esistenti.
E loro...i superiori di sinistra...che stiano perdendo il sonno in vista delle europee?
O forse è Franceschini che ha paura di un prossimo "respingimento" da parte della "sua" dirigenza?